Un percorso di circa 300 km che attraversa il Chianti, la Val d’Orcia e la Maremma. Niente autostrade, niente fretta. Solo strada.

Il percorso
Non esiste un punto di partenza giusto per questo weekend — esiste solo il momento in cui decidi di andare. Ma se vuoi una base di riferimento, parti da Siena. Da lì, tutto il resto viene da sé.
Km totali: circa 300 km Durata: 2 giorni Difficoltà: facile — nessun passo impegnativo, strade in buone condizioni Periodo consigliato: aprile-maggio, settembre-ottobre

Giorno 1 — Dal Chianti alla Val d’Orcia
Siena → Radda in Chianti (35 km)
Esci da Siena verso nord e imbocca subito la Chiantigiana — la SR222. Non è un segreto, lo so. Ma c’è una ragione per cui tutti la conoscono: funziona. I vigneti scorrono ai lati, le curve sono larghe e fluide, l’asfalto è buono. Non andare forte. Non ha senso andare forte qui.
Fermati a Radda. Ordina qualcosa al bar della piazza. Guarda la gente che passa.
Radda in Chianti → Montalcino (80 km)
Qui lasci la Chiantigiana e inizi a scendere verso sud su strade che la maggior parte dei turisti non conosce. Passa per Castelnuovo Berardenga, poi scendi verso Buonconvento lungo la SR2 — l’antica Via Cassia. È una strada dritta, ma il paesaggio è quello delle crete senesi: colline nude, argilla, un silenzio che si vede.
Da Buonconvento sali verso Montalcino. L’arrivo da nord regala una vista sul borgo che vale già il viaggio.
Pranzo a Montalcino. Qualcosa di semplice — pici al ragù, se li trovate. Un bicchiere di Rosso di Montalcino, non il Brunello — non oggi, siete in moto.
Montalcino → Bagno Vignoni (25 km)
Venti minuti di strada, ma non abbreviate. Scendete verso San Quirico d’Orcia passando per le colline della Val d’Orcia. Se siete fortunati con la luce del pomeriggio, vi fermerete dieci volte a guardare.
Bagno Vignoni non è un paese normale — al centro della piazza c’è una vasca termale medievale al posto della fontana. Parcheggiate la moto, camminate, non capite bene cosa state guardando, poi capite tutto.
Dormite a San Quirico d’Orcia o nei dintorni. Agriturismo se potete — ne vale la pena.

Giorno 2 — Val d’Orcia e Maremma
San Quirico d’Orcia → Pitigliano (90 km)
La mattina è il momento migliore sulla Val d’Orcia. Partite presto, quando la luce è ancora bassa e le ombre sono lunghe.
Scendete verso Piancastagnaio passando per l’Amiata — non salite in cima, non è questa la gita. Ma il giro ai piedi del vulcano su strade strette tra castagni è uno di quei tratti che ricorderete. Poi scendete verso la Maremma.
Pitigliano arriva all’improvviso — un borgo medievale che sembra cresciuto dalla roccia di tufo su cui è costruito. Parcheggiate fuori dalle mura e camminate dentro. È uno di quei posti che non sapevi esistessero e che non dimentichi.
Pranzo a Pitigliano. Cercate l’acquacotta — una zuppa povera di verdure che racconta secoli di cucina maremmana.
Pitigliano → Saturnia (20 km)
Venti chilometri e siete alle terme di Saturnia — quelle gratuite, le cascate del Mulino. Non le terme con l’hotel, quelle dove l’acqua sulfurea scende calda tra le rocce e ci si siede dentro senza pagare niente.
Se avete tempo, fatevi un bagno. Se non avete voglia di bagnarvi, sedetevi lo stesso e guardate.
Saturnia → Siena (90 km)
Il ritorno è lungo ma bello. Risalite verso nord attraverso la Maremma interna — Manciano, Scansano, poi di nuovo le crete e Siena.
Non c’è niente di straordinario in questo tratto. È solo strada, colline, e il pensiero che il weekend è finito ma che da qualche parte, su uno di questi tornanti, avete lasciato qualcosa che non sapevate di portarvi dietro.
Note pratiche
Dove dormire: San Quirico d’Orcia ha diversi agriturismi a prezzi ragionevoli. Prenotate in anticipo in alta stagione.
Benzina: fate il pieno a Siena prima di partire e a Montalcino il primo giorno — le stazioni nelle zone interne sono rare.
Da non fare: il GPS impostato su “percorso più veloce”. Impostate “strade secondarie” o, meglio, non impostate niente e seguite i cartelli dei borghi.
Il segreto: non pianificate tutto. Lasciate un paio di ore libere ogni giorno. Le cose migliori di questo percorso non stanno sulla mappa.
“La strada non ha fretta di finire.” Soprattutto in Toscana.

